PALETTE MLE
Settembre per MLE ha il colore del verde. Quello delle chiome che filtrano la luce, dei giardini che disegnano percorsi e dei prati che entrano negli interni attraverso le vetrate. Dopo l’azzurro di luglio e il sabbia di agosto , Palette MLE esplora il rapporto tra vegetazione e progetto: cinque modi in cui la natura dà forma agli spazi dell’ospitalità.
Quando la natura diventa architettura
La vegetazione introduce nel progetto una materia mutevole: cresce, cambia densità e filtra la luce secondo le stagioni. La sua presenza obbliga l’architettura a misurarsi con un tempo che supera quello del cantiere. Un albero può precedere l’edificio e condizionarne la pianta; un giardino, raggiunta la maturità, trasforma le distanze percepite tra i volumi.
Il verde acquista così spessore. Nel sovrapporsi delle fronde, nei riflessi sulle vetrate e nel passaggio dal prato al sottobosco, costruisce profondità e gradua la visibilità. Per comprenderne il ruolo occorre leggere la relazione tra vegetazione e costruito in pianta e in sezione, oltre l’immediatezza dell’immagine.
Nell’ospitalità questa relazione riguarda ciò che si vede dalla camera, la distanza dagli altri ospiti e il modo in cui si attraversano gli spazi comuni. Cinque progetti permettono di leggerla attraverso altrettante azioni: inquadrare, preservare, curare, abitare e integrare. La qualità dell’architettura si riconosce nella precisione con cui ciascuno risolve questi rapporti.

Inquadrare — COMO Alpina Dolomites
Al COMO Alpina Dolomites , il verde dell’ Alpe di Siusi partecipa alla composizione degli interni attraverso il disegno delle aperture. Vetrate, balconi, terrazze e accessi al giardino articolano il passaggio dall’intimità della camera all’estensione dei prati.
La palette di bianchi, grigi e azzurri polverosi lascia alla vegetazione il ruolo di componente cromatica variabile. Il legno massello sabbiato e laccato bianco, il ferro e la ceramica degli arredi LANDO traducono in superfici lavorate il linguaggio di Paola Navone–OTTO Studio . Il verde entra nell’equilibrio degli ambienti attraverso le finestrature, ponendosi in calibrato contrappunto con le tonalità delle finiture.
Il recente rinnovo delle Chalet Suite, firmato da Paola Navone e presentato nel 2025, prosegue questa relazione: nell’edificio circolare, la geometria curvilinea degli spazi accompagna l’apertura delle visuali verso le montagne.

Preservare — FORESTIS
A 1.800 metri, sul versante meridionale della Plose, il bosco introduce una misura verticale del paesaggio. Le tre torri di FORESTIS , progettate da Armin Sader–ASAGGIO , riprendono il ritmo dei tronchi, concentrando in altezza lo sviluppo delle camere per contenere l’impronta sul terreno.
Dagli interni, il verde si articola in piani successivi: le chiome ravvicinate, gli intervalli tra gli alberi, la continuità dei versanti lontani. Legno e pietra mantengono una presenza materica distinta dalla trama vegetale, mentre le viste mettono in relazione la scala dell’ambiente abitato con quella della foresta.
Il riferimento al bosco prosegue negli spazi del benessere , il cui concept associa acqua, aria, sole e clima a quattro alberi guida: pino mugo, abete rosso, larice e cembro.

Curare — Four Seasons Megève
Al Four Seasons Megève , la piscina si prolunga dall’interno all’esterno, rendendo attraversabile il confine tra spazio protetto e paesaggio. Alla geometria del bacino si accosta il profilo dei versanti: due scale diverse, tenute insieme dalla continuità dell’acqua.
Gli interni di Pierre-Yves Rochon richiamano gli anni Trenta e l’opera di Henry-Jacques Le Même , figura centrale dell’architettura di villeggiatura a Megève. I motivi geometrici e le superfici chiare costruiscono un ordine riconoscibile, rispetto al quale il verde esterno introduce continue variazioni di colore e luce.
Le novità dell’estate 2026 sviluppano questa relazione. La sauna in legno naturale, completata da una parete di sale, si apre alla vista del paesaggio rurale; la vasca idromassaggio esterna, inaugurata a luglio, prolunga l’esperienza di benessere all’aperto.

Abitare — Forte Village
A Santa Margherita di Pula, il Forte Village porta il rapporto tra architettura e vegetazione alla scala dell’insediamento. Cinquanta ettari di parco accolgono alberghi, ville e spazi collettivi: il tema progettuale riguarda tanto gli edifici quanto gli intervalli che li separano.
La continuità del giardino tiene insieme architetture e funzioni differenti. Percorsi, margini vegetali e varchi offrono una chiave per interpretare il passaggio dalla dimensione privata del soggiorno a quella condivisa dell’ospitalità.
È un paesaggio coltivato, composto da centinaia di specie. La sua cura appartiene alla durata stessa del progetto: la crescita delle piante modifica nel tempo il rapporto fra volumi costruiti, spazi aperti e riservatezza.

Integrare — Hangzhou Muh Shoou Xixi Hotel
Nelle zone umide di Xixi, a Hangzhou, lo studio GOA ha assunto la vegetazione esistente come dato preliminare del progetto. Il gruppo di lavoro ha censito gli alberi con diametro del tronco pari o superiore a dieci centimetri, registrandone specie e quota delle radici. Fra i cachi, l’esemplare più antico ha circa un secolo.
La disposizione degli edifici di Hangzhou Muh Shoou Xixi Hotel , membro di Small Luxury Hotels of the World , è stata adattata a questa trama vegetale. Il rilievo botanico diventa uno strumento di composizione, orientando l’inserimento dei volumi e il disegno degli spazi aperti.
Le vetrate delle camere e del ristorante inquadrano chiome, sponde e riflessi sull’acqua. Gli alberi mantengono il proprio posto e il proprio ritmo di crescita; l’architettura trova una disposizione che ne accoglie la presenza. Il paesaggio entra nella pianta prima ancora di diventare una veduta.

LUCE, MATERIA, TEXTURE
Cinque oggetti di design nella palette verde, scelti da Clelia Torelli per MLE.
MLE HOSPITALITY EXECUTIVE MEMO
Perché il verde sta cambiando il modo di progettare l’hôtellerie
Il verde nell’ospitalità contemporanea non è più soltanto il colore che richiama la natura. Entra nel progetto come una vera materia: cambia con la luce, acquista profondità attraverso le texture, dialoga con legni, pietre, tessuti e superfici e, soprattutto, assume un carattere diverso a seconda del luogo.
I progetti raccontati in questo servizio lo dimostrano. Tra paesaggi alpini, giardini, architetture immerse nella vegetazione e interni costruiti attraverso differenti gradazioni cromatiche, il verde può essere bosco, oliva, salvia, muschio o quasi minerale. Non esiste una sola tonalità, così come non esiste un unico modo di utilizzarlo.
Per hotel e resort, la sfida è quindi non usare il verde come semplice citazione della natura, ma trasformarlo in uno strumento capace di costruire atmosfera e identità. Quando colore, materiali, luce e paesaggio appartengono allo stesso racconto progettuale, il confine tra interno ed esterno diventa sempre meno evidente.
Il verde non entra più nell’hotel come semplice richiamo alla natura. Diventa materia, profondità, atmosfera. E qualche volta è l’architettura stessa a diventare paesaggio.
