Galizia oltre il Cammino vista dai tetti della Cattedrale di Santiago de Compostela

GALIZIA, IL GIARDINO ATLANTICO

Oltre il Cammino, la Galizia rivela un’identità fatta di pietra, oceano, architettura e sapori. Da Santiago de Compostela alla costa atlantica, fino a Casa Nordés, un viaggio nei luoghi e nelle atmosfere che raccontano il volto più contemporaneo e meno conosciuto di questa terra.

Oltre il Cammino, tra pazos, camelie, rías e paesaggi modellati dal vento

Un antico pazo galiziano lentamente riconquistato dalla natura. La vegetazione attraversa gli ambienti, si intreccia con mobili e oggetti appartenuti a chi li ha abitati, mentre le camelie affiorano come tracce di una memoria ancora viva. È l’immagine scelta per raccontare la Galizia a Orticolario , l’evento internazionale dedicato al paesaggio e alla cultura della natura, in programma dal 1° al 4 ottobre a Villa Erba, sul Lago di Como.

La Spagna vi partecipa per la prima volta con uno spazio immersivo dedicato a questa regione atlantica. Più che una scenografia, l’allestimento sembra una dichiarazione d’identità: in Galizia natura, architettura e dimensione domestica non occupano territori separati, ma convivono, si sovrappongono e si trasformano reciprocamente.

È anche l’occasione per guardare oltre l’immagine più conosciuta della regione . Per secoli la sua geografia è stata letta come una linea di convergenza: tutte le strade conducevano a Santiago de Compostela . La forza simbolica del Cammino ha finito così per sovrapporsi a un patrimonio molto più articolato, fatto di dimore storiche, giardini, città di granito, vigneti, coste frastagliate e rías disegnate dalle maree.

Parque de la Alameda, Santiago de Compostela. Courtesy VisitSpain

I PAZOS E LA VIA DELLE CAMELIE

Arrivata in Europa dall’Oriente, la camelia ha trovato nel clima mite e umido della Galizia un habitat ideale. Introdotta tra il XVIII e il XIX secolo nei giardini dei pazos, le antiche residenze nobiliari della regione, è diventata nel tempo un elemento distintivo del paesaggio galiziano.

La Ruta de la Camelia collega oggi parchi, dimore e giardini storici delle province di A Coruña e Pontevedra. Il percorso comprende luoghi come il Pazo de Mariñán, Santa Cruz de Ribadulla, Oca, Rubianes e Quinteiro da Cruz, il Castello di Soutomaior e il Pazo Quiñones de León. Collezioni botaniche, esemplari monumentali e architetture aristocratiche costruiscono un itinerario che raggiunge il momento più spettacolare tra l’inverno e la primavera.

Non è soltanto un viaggio floreale. I pazos raccontano una particolare idea dell’abitare, nella quale la casa padronale, il giardino, i terreni agricoli e il paesaggio circostante compongono un unico progetto. La natura non decora l’architettura: la completa e, con il passare del tempo, arriva quasi ad assorbirla.

Santiago de Compostela vista dai tetti della Cattedrale. Foto © Clelia Torelli

SANTIAGO, CON IL NASO ALL’INSÙ

A Santiago de Compostela lo sguardo viene inevitabilmente attratto verso l’alto. Torri, campanili, balaustre e facciate barocche costruiscono una città verticale, mentre il granito cambia tonalità seguendo la luce e la pioggia. Qui anche il cielo fa parte dell’architettura.

Salire sui tetti della Cattedrale permette di osservare da vicino la complessità dell’edificio e il suo rapporto con la città. Coperture, torri e passaggi dialogano con conventi, chiostri e piazze, rivelando una stratificazione nella quale romanico, gotico e barocco continuano a convivere.

Anche l’ Hotel Monumento San Francisco , ricavato in un antico convento a pochi passi dalla Cattedrale, conserva il carattere raccolto dell’edificio originario senza trasformare la storia in scenografia. Poco distante, il Mercado de Abastos restituisce invece il volto quotidiano di Santiago. Pesce, molluschi, verdure e formaggi diventano la materia di una cucina contemporanea che rilegge la tradizione senza allontanarsene, come accade negli indirizzi di Abastos 2.0 e Anaco.

Carril, ristorante O Loxe Mareiro. Foto © Clelia Torelli

LA GEOGRAFIA MOBILE DELLE RÍAS

Per comprendere la Galizia bisogna però raggiungere l’Atlantico. A Carril, nella provincia di Pontevedra, il paesaggio non possiede mai una forma definitiva. Le maree avanzano e si ritirano, sommergono i banchi sabbiosi e poi li restituiscono alla terra, scandendo il lavoro di chi raccoglie vongole e molluschi.

Le rías sono luoghi di confine nei quali acqua dolce e salata si incontrano e il paesaggio naturale coincide con quello produttivo. Osservare la raccolta manuale significa entrare in un sistema regolato non dall’orologio, ma dal movimento dell’acqua e da conoscenze trasmesse attraverso le generazioni.

Al ristorante O Loxe Mareiro , affacciato sulla ría de Arousa, questo patrimonio diventa cucina. Il pescato locale viene interpretato con misura, preservandone consistenza, freschezza e componente salina. Il vero lusso risiede nella prossimità tra origine e piatto, nella possibilità di riconoscere il paesaggio dentro ciò che si assaggia.

Casa Nordés. Foto © Clelia Torelli

CASA NORDÉS, IL TERRITORIO IN UN BICCHIERE

A circa venti chilometri da Santiago, Casa Nordés riunisce molte delle suggestioni incontrate durante il viaggio. Immersa nel verde, è uno spazio nel quale botanica, distillazione, gastronomia e artigianato compongono un racconto unitario.

La visita attraversa la Casa del Fondatore, la serra e la sala di distillazione. Alloro, salvia, verbena odorosa, eucalipto, menta piperita e salicornia formano un atlante olfattivo della Galizia. A queste botaniche si uniscono ginepro, cardamomo, zenzero, ibisco e tè nero, memoria degli scambi di una terra affacciata sull’oceano.

Nordés nasce da un distillato di vino ottenuto da uve Albariño, al quale vengono aggiunte botaniche macerate separatamente e poi riunite nella distillazione finale. Persino la bottiglia bianca e blu richiama le ceramiche di Sargadelos, mentre la rosa dei venti rimanda al vento di nord-est che annuncia il bel tempo.

Dopo Santiago, Carril e la costa, quei profumi risultano già familiari. Nel bicchiere ritornano l’uva, le erbe, la brezza marina e la freschezza del paesaggio atlantico. È forse questa la chiave per scoprire la Galizia oltre il Cammino: seguire le connessioni tra natura, architettura, cucina e cultura materiale. Non una successione di mete, ma un territorio da osservare lentamente, lasciandosi guidare dal vento.