L’originario Palazzo della Banca d’Italia in Piazza del Parlamento apre un nuovo capitolo della sua storia con l’arrivo diCorinthia Rome. Un progetto che intreccia recupero architettonico, design, arte e alta gastronomia, completato con l’apertura delle nuove Signature Suites.

Il debutto italiano di Corinthia Hotels
Ci sono edifici che attraversano il tempo senza perdere la propria identità. Dopo anni lontano dallo sguardo del pubblico, l’ex Palazzo della Banca d’Italia in Piazza del Parlamento torna a vivere come Corinthia Rome, primo hotel italiano del gruppo.
Per Corinthia Hotels, presente con i suoi hotel in alcune delle principali capitali internazionali, l’ingresso nel mercato italiano non poteva che partire da un edificio simbolo. Non una nuova costruzione, ma un luogo capace di raccontare Roma attraverso la propria architettura e storia.
A pochi mesi dall’apertura, avvenuta nel marzo 2026, il progetto si completa con l’inaugurazione delle Signature Suites, gli ambienti più esclusivi dell’hotel, che rappresentano il tassello finale di un lungo intervento di recupero e reinterpretazione dell’ex sede della Banca d’Italia.
Corinthia Rome non è soltanto un nuovo indirizzo dell’ospitalità di lusso. È un progetto che restituisce alla città un edificio rimasto per decenni inaccessibile, trasformandolo in una destinazione dove architettura, design, arte e gastronomia si fondono in un’unica esperienza. Una visione che riflette la filosofia di Corinthia Hotels, da sempre orientata a valorizzare edifici iconici trasformandoli in luoghi da vivere.
Un palazzo restituito alla città
Progettato da Pio e Marcello Piacentini tra il 1913 e il 1921 come sede di rappresentanza della Banca d’Italia, il palazzo nacque per affermare il ruolo della giovane istituzione finanziaria italiana a pochi passi dal centro politico del Paese.
Se la facciata neoclassica comunica rigore e autorevolezza, gli interni sorprendono per la ricchezza del loro apparato decorativo. Affreschi, stucchi, marmi policromi e bassorilievi trasformano gli ambienti di rappresentanza in una raffinata espressione dell’arte italiana del primo Novecento.
Nel corso dei decenni, numerosi interventi funzionali avevano però alterato l’impianto originario dell’edificio, compromettendone la lettura.
La svolta arriva nel 2019, quando il palazzo viene acquisito da Reuben Brothers, che affida allo studio londinese G.A. Design un articolato progetto di recupero. Il lavoro prende avvio da una meticolosa ricerca archivistica, indispensabile per riportare alla luce le proporzioni originarie dell’edificio e recuperare dettagli rimasti nascosti per decenni.
Cornici in gesso, pavimenti musivi, soffitti decorati e rivestimenti marmorei vengono restaurati o ricostruiti secondo criteri filologici, con un obiettivo preciso: preservare l’identità storica del palazzo integrando il comfort contemporaneo con la massima discrezione.
Più che un semplice restauro conservativo, l’intervento restituisce all’edificio il ruolo di protagonista della vita cittadina, trasformandolo in una nuova destinazione dell’ospitalità internazionale.

Il concetto di grand boutique
Questa visione prosegue negli interni, dove il concetto di grand boutique prende forma attraverso un lusso misurato, fatto di materiali nobili, artigianato italiano e dettagli senza tempo.
Gli arredi firmati GMC, i tavoli di Arredamenti Livon, i lampadari di Sogni di Cristallo, i tessuti Frette e le porcellane Ginori 1735 valorizzano l’architettura storica senza mai sovrastarla. Il progetto d’interior punta sull’equilibrio tra memoria e contemporaneità, lasciando che siano la luce naturale, le proporzioni degli ambienti e la qualità dei materiali a costruire l’esperienza.
Il cuore dell’hotel è il grande cortile interno, oggi trasformato in un’elegante corte attorno alla quale si sviluppano la lobby, i ristoranti e gli spazi comuni. Qui il carattere monumentale del palazzo lascia spazio a un’atmosfera più raccolta, evocando il fascino delle grandi dimore romane.
Le Signature Suites: vivere la storia
Con l’apertura delle Signature Suites, Corinthia Romecompleta il recupero dello storico edificio, restituendo nuova vita agli ambienti più rappresentativi dell’antica sede della Banca d’Italia. Più che le sistemazioni più esclusive dell’hotel, queste suite rappresentano il punto d’incontro tra la memoria del luogo e una nuova idea di ospitalità, dove il comfort contemporaneo si inserisce con discrezione in un contesto di straordinario valore storico.
Le Campo Marzio Suites, sviluppate su due livelli, reinterpretano il concetto di townhouse urbana, con grandi vetrate che si affacciano sul Parlamento, le vie del centro e il cortile interno. La Chigi Suite trova invece nella terrazza panoramica il proprio tratto distintivo, offrendo una prospettiva privilegiata sui tetti di Roma e sul suo profilo monumentale.
Più raccolta e riservata, l’Arte Suite richiama l’atmosfera di una dimora privata, mentre l’Aurea Penthouse, ispirata alla Domus Aurea, occupa la posizione più esclusiva dell’edificio con ampi spazi interni e terrazze che si aprono sul centro storico.
Pur differenti tra loro, tutte leSignature Suitescondividono la stessa filosofia progettuale: valorizzare le proporzioni originarie del palazzo, preservare la luce naturale e affidare ai materiali, all’artigianato e alla qualità degli spazi il compito di definire un lusso discreto e senza tempo.

La Theodoli Heritage Suite
Tra tutti gli ambienti del Corinthia Rome, la Theodoli Heritage Suite è quella che racconta con maggiore intensità la storia dell’edificio. Ricavata nell’antica Sala del Consiglio della Banca d’Italia e affacciata su Piazza Montecitorio, conserva uno dei più importanti cicli decorativi del primo Novecento romano.
Più che una suite, rappresenta il simbolo dell’intero progetto: un luogo dove la memoria non viene conservata come una reliquia, ma continua a vivere attraverso una nuova forma di ospitalità.
Le pareti custodiscono gli affreschi di Giulio Bargellini, ispirati alla pittura rinascimentale e ad Andrea Mantegna, dove figure allegoriche celebrano il lavoro, la prosperità e il ruolo economico della giovane nazione italiana. Sopra di esse si sviluppa il grande soffitto dipinto da Guglielmo Janni, una raffinata narrazione della storia della moneta italiana costruita attraverso sessantadue rosette decorative.
Due di queste furono volutamente lasciate incompiute dall’artista, come simbolo di un futuro ancora da scrivere. Un dettaglio che oggi assume un significato particolare: lo spazio che un tempo ospitava alcune delle decisioni economiche più importanti del Paese diventa un luogo dedicato all’accoglienza, dove il concetto stesso di ricchezza cambia prospettiva. Non più potere o accumulazione, ma tempo, cultura, bellezza ed esperienza.
Come tutte le sessanta camere e suite dell’hotel, anche la Theodoli Heritage Suite mantiene le proporzioni originarie dell’edificio ed è completata da bagni in marmo, biancheria Frette, amenities Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella e una selezione di dettagli che richiamano l’eleganza discreta di una grande dimora romana.

Viride: la cucina come parte del progetto
L’identità del Corinthia Romesi esprime anche attraverso la gastronomia. Per il suo debutto nella Capitale, il gruppo ha scelto di affidare la proposta culinaria aCarlo Cracco, chiamato a dare vita a un ristorante capace di interpretare l’identità del luogo
Il ristorante Viride prende il nome dal verde nascosto dei giardini romani, un richiamo discreto a quella dimensione più intima della città che il progetto delCorinthiainvita a riscoprire. È la stessa filosofia che guida la cucina dello chef: contemporanea ma profondamente radicata nella tradizione italiana, costruita intorno alla qualità della materia prima, alla stagionalità e a una ricerca che privilegia equilibrio e precisione.
La presenza di Carlo Craccoconferma la volontà delCorinthia Romedi costruire un progetto nel quale la ristorazione non rappresenta un semplice servizio, ma una componente essenziale dell’identità dell’hotel. Un luogo pensato per essere vissuto tanto dagli ospiti internazionali quanto dai romani.
Accanto a Viride, La Piazzetta accompagna gli ospiti dalla colazione alla cena con una proposta più informale, mentre l’ Ocra Bar, affacciato sul cortile interno, reinterpreta il rito dell’aperitivo in un ambiente elegante e raccolto.
L’arte che racconta il presente
Se il restauro custodisce la memoria del palazzo, l’arte contemporanea ne interpreta il presente.
La collezione, curata dalla società di art advisory VISTO, nasce dalla volontà di creare un dialogo continuo tra il patrimonio storico dell’edificio e la ricerca artistica contemporanea, recuperando quella tradizione di mecenatismo che per secoli ha contribuito a definire il volto culturale di Roma.
Sono oltre venticinque le opere commissionate appositamente per il Corinthia Rome. Nella lobby, la monumentale installazione tessile di Elisa Grezzani accoglie gli ospiti con un’opera dedicata alla memoria e alla materia. Sopra la reception, il dipinto di David King rilegge la stratificazione urbana della Capitale, mentre all’Ocra Bar la composizione di Francesca Longhini dialoga con la luce e con le tonalità dell’oro.
Nelle suite, le opere di Helen Ballardie restituiscono una visione più intima della città, evocandone il paesaggio attraverso forme, colori e superfici materiche.
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è la scelta di esporre, accanto ad alcune opere, anche schizzi preparatori e studi d’artista. Un invito a osservare non solo il risultato finale, ma anche il processo creativo che lo ha reso possibile, trasformando l’hotel in uno spazio dove la cultura continua a essere prodotta.
Un luogo che torna a vivere
Per decenni questo edificio è rimasto chiuso, visibile solo dall’esterno. Oggi torna a essere vissuto, non come sede di un’istituzione, ma come luogo aperto alla città e ai viaggiatori.
È forse questa la forza del progettoCorinthia Rome: non aver trasformato un palazzo in un hotel, ma aver restituito un luogo simbolo al presente della città. Qui il lusso non nasce dall’eccesso, ma dalla capacità di custodire la memoria, darle una nuova funzione e permettere agli ospiti di diventarne parte, anche solo per qualche giorno.

MLE Hospitality Executive Memo
Dove
Piazza del Parlamento, Roma.
Architettura & Restauro
L’ex sede della Banca d’Italia, progettata da Pio e Marcello Piacentini tra il 1913 e il 1921, è stata riportata al suo splendore originario grazie al restauro filologico firmato G.A. Design.
Interior Design Focus
Arredi GMC, tavoli Arredamenti Livon, lampadari Sogni di Cristallo, tessuti Frette e porcellane Ginori 1735interpretano il concetto di grand boutique attraverso un lusso discreto e senza tempo.
Suite da non perdere
La Theodoli Heritage Suite, ricavata nell’antica Sala del Consiglio della Banca d’Italia, con gli affreschi di Giulio Bargellini e il soffitto allegorico di Guglielmo Janni.
Arte
Oltre venticinque opere accompagnano il visitatore lungo gli spazi del Corinthia Rome.
Highlight Food & Beverage
Il ristorante Viride, guidato da Carlo Cracco, insieme a La Piazzetta e all’Ocra Bar, completa l’esperienza del Corinthia Rome con una proposta gastronomica aperta anche alla città.
Perché andarci
Per scoprire uno dei più interessanti progetti di recupero architettonico realizzati negli ultimi anni a Roma, dove storia, design, arte e alta cucina si fondono in un’unica esperienza.

