VINACCIA

Dal rubino alla prugna, il vinaccia entra negli spazi dell’ospitalità contemporanea e trasforma materia, profondità e atmosfera.

PALETTE MLE

Dopo il verde di settembre, il colore continua a raccontare lo spazio attraverso una tonalità più profonda e avvolgente. Ottobre per MLE ha il colore del vinaccia. Dal rubino alla prugna, dal porpora alle sfumature che sfiorano il bruno, Palette MLE continua il suo viaggio attraverso i colori che raccontano l’ospitalità, l’architettura e il design.

Quando il colore costruisce l’atmosfera

Rubino, porpora, prugna, fino alle tonalità più scure che sfiorano il bruno. Il vinaccia cambia con la luce e con la materia: acquista profondità nel velluto, diventa trasparente nel vetro, più caldo accanto al legno, quasi notturno nelle superfici opache.

Negli interni rende gli spazi più raccolti senza necessariamente appesantirli. Può occupare una parete, concentrarsi in pochi elementi oppure emergere dall’accostamento di materiali che condividono la stessa temperatura cromatica.

Per PALETTE MLE, ottobre esplora questa gamma attraverso cinque luoghi dell’ospitalità contemporanea, osservando il colore per la sua capacità di avvolgere, accentuare, definire, scaldare e radicare lo spazio.

Library bar, courtesy Nolinski Venezia

AVVOLGERE

Nolinski Venezia

Alla Library Bar del Nolinski Venezia il colore costruisce un ambiente raccolto. Velluti, tappeti, legni scuri e tonalità profonde riducono visivamente le distanze e attenuano i confini tra arredi e superfici.

Negli interni firmati Le Coadic & Scotto, il vinaccia non compare come una nota isolata: attraversa lo spazio, dialoga con il blu e con le essenze scure e contribuisce a quell’atmosfera intima e quasi sospesa che caratterizza la biblioteca. Il colore non riveste semplicemente l’ambiente: lo avvolge.

Atrium Bar del Four Seasons Hotel Firenze, courtesy Four Seasons

ACCENTUARE

Four Seasons Hotel Firenze

Nell’Atrium Bar del Four Seasons Hotel Firenze il bordeaux interviene per punti, senza dominare la stanza. Compare nelle superfici del bar e si confronta con il verde, il legno scuro, i tessuti e le composizioni floreali.

In un ambiente già ricco di materia e dettagli, una tonalità intensa basta a modificare l’equilibrio della composizione e a orientare lo sguardo. Non serve occupare tutto lo spazio per imporsi: a volte il colore acquista forza proprio quando viene dosato.

Lobby e lounge della SENZA Hotel, courtesy SENZA Hotel

DEFINIRE

SENZA Hotel, Napa Valley

Nella Napa Valley il colore del vino entra quasi naturalmente nel progetto. Nel Lobby & Lounge del SENZA Hotel, ridisegnato da Mendil + Meyer, legno, pietra e metallo sono accompagnati da tonalità profonde che richiamano il paesaggio e la cultura vinicola della regione.

Una grande struttura color prugna-vinaccia incorpora nicchie, librerie e passaggi ad arco, trasformando il colore in un vero elemento del progetto. Non è più soltanto una superficie: disegna aperture, crea profondità, stabilisce gerarchie e organizza la percezione dell’ambiente. Il colore definisce lo spazio.

Stube di Castel Badia, courtesy Castel Badia

SCALDARE

Castel Badia

A Castel Badia il vinaccia incontra il legno. Le sedute intorno al grande tavolo emergono sulle superfici lasciate nelle loro tonalità naturali, mentre la stufa maiolicata e i tessuti ricamati introducono motivi e consistenze differenti.

È un accostamento semplice, ma capace di cambiare la temperatura visiva dell’ambiente. Il rosso profondo delle imbottiture interrompe la continuità del legno senza contrastarla e rende lo spazio più caldo, raccolto, domestico. Qui il colore non ha bisogno di occupare grandi superfici: scalda attraverso la materia che lo circonda.

Salotto di Borgo San Felice, courtesy Borgo San Felice

RADICARE

Borgo San Felice

Nel Chianti il vinaccia assume inevitabilmente un significato diverso. A Borgo San Felice, Relais&Chateaux,  le tonalità profonde degli interni incontrano pietra, legno e colori naturali, mentre appena oltre le stanze il paesaggio è quello delle vigne che circondano il borgo.

Il legame con il vino non ha bisogno di essere dichiarato: appartiene al luogo. La palette degli interni sembra così proseguire ciò che esiste all’esterno, trasformando il colore in un punto di contatto fra progetto e territorio.

Radicare significa anche questo: fare in modo che un interno appartenga al paesaggio che lo circonda.